• Nord, l’attrazione possibile dei nuovi capitalismi del Lombardo-Veneto
    Nord, l’attrazione possibile dei nuovi capitalismi del Lombardo-Veneto E’ stato presentato il rapporto 2017 della Fondazione Nord-Est. Ne dà un analitico resoconto VeneziePost, titolando: “Un ciclo è finito. Aspiriamo almeno a diventare l’Est del Nord”, dando conto dell’intervento di Gian Felice Rocca (Assolombarda): «Avreste le potenzialità, ma vi serve una visione, un progetto comune». Che pare dire alla città infinita del Nord-Est: vi manca il baricentro della supermetropoli Milano con il suo magnete contaminante di funzioni e di innovazione. È il cruccio da sempre di Stefano Micelli Direttore della Fondazione Nord-Est. Siamo sicuri che il rapporto e il confronto tra questi due territori, laboratori delle potenzialità del nostro capitalismo si giochi solo, o sulle nostalgie politiche del Lombardo-Veneto, o sugli indicatori di potenza rispetto ai flussi che fanno apparire la Milano fantasmagorica? Ha ragione Micelli che nella sua…

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Cosa è accaduto subito dopo le Cinque giornate di Milano? È scritto nei libri di storia: se l’insurrezione conclusa il 22 marzo 1848 ha vinto, l’esercito piemontese ha perso e sono tornati gli austriaci. Meno noto é invece il provvedimento che il feldmaresciallo Josef Radetzky ha firmato nell’autunno dello stesso anno: la città è stata messa a ferro e fuoco? A pagare i danni siano nobili, ricchi, commercianti e banchieri milanesi, molti dei quali hanno partecipato e capeggiato la rivolta. Un conto parecchio salato: venti milioni di «contribuzione straordinaria» a carico delle famiglie blasonate e possidenti, più un milione e mezzo di prestito forzoso sulle spalle dei commercianti iscritti nel ruolo delle tasse d’arte e commercio dell’anno camerale 1848. Si tratta di cifre notevoli anche se è difficile applicare un vero «cambio» che attualizzi le somme: Germano Maifreda, professore ordinario di Storia economica all’Università di Milano, riprende Carlo Cattaneo e…
E’ stato presentato il rapporto 2017 della Fondazione Nord-Est. Ne dà un analitico resoconto VeneziePost, titolando: “Un ciclo è finito. Aspiriamo almeno a diventare l’Est del Nord”, dando conto dell’intervento di Gian Felice Rocca (Assolombarda): «Avreste le potenzialità, ma vi serve una visione, un progetto comune». Che pare dire alla città infinita del Nord-Est: vi manca il baricentro della supermetropoli Milano con il suo magnete contaminante di funzioni e di innovazione. È il cruccio da sempre di Stefano Micelli Direttore della Fondazione Nord-Est. Siamo sicuri che il rapporto e il confronto tra questi due territori, laboratori delle potenzialità del nostro capitalismo si giochi solo, o sulle nostalgie politiche del Lombardo-Veneto, o sugli indicatori di potenza rispetto ai flussi che fanno apparire la Milano fantasmagorica? Ha ragione Micelli che nella sua introduzione, più che ragionare solo sugli indicatori di potenza ha posto come nodo della metamorfosi in atto l’urgenza di ricomporre…
L'edizione di Milano Moda Donna, in programma dal 22 al 27 febbraio 2017, prevede 70 sfilate, 88 presentazioni, 4 presentazioni su appuntamento e 37 eventi in calendario, per un totale di 174 collezioni. Per la prima volta in calendario Xu Zhi, il designer ospitato da Giorgio Armani in collaborazione con Camera della Moda Italiana, che sfilerà negli spazi dell'Armani/Teatro, e poi Annakiki, Calcaterra, Situationist, supportato da White in collaborazione con CNMI e la sfilata di Angel Chen all'interno del progetto International Designer Exchange Program di Mercedes-Benz. Continua l'apertura internazionale della MFW con l'inserimento di Vionnet, per la prima volta nel calendario ufficiale della manifestazione. Camera Nazionale della Moda Italiana anche in questa edizione supporta le sfilate di brand emergenti quali Calcaterra, Daizy Shely, Lucio Vanotti e Ricostru. Grazie al protocollo d'intesa tra il Comune di Milano e CNMI, la Sala Cariatidi di Palazzo Reale sarà ancora una volta una delle…
Gli Svizzeri sono precisi come i loro orologi. Si sa. Basta andare a Tirano, il paese in provincia di Sondrio, al confine con lo Stato elvetico, dove esistono due stazioni. Quella italiana, delle Ferrovie dello Stato, un bell’edificio giallo in stile alpino, si presenta con qualche inevitabile trascuratezza. Entrando nello scalo svizzero, a pochi metri di distanza, da dove parte il Bernina Express, si ha subito la sensazione di essere arrivati nel paese dei balocchi. Una vetrina, che mostra gli immancabili souvenir con il marchio della ferrovia retica, accoglie il turista: orologi, trenini in miniatura, torce elettriche, borracce, carte da gioco, tazze e borse. Due serissimi bigliettai, nella divisa d’ordinanza, attendono i viaggiatori in cerca di informazioni. Con la stessa cura, nella patria del Toblerone, si tramanda la memoria storica attraverso la catalogazione e la digitalizzazione dell’iconografia nazionale. La casa che ospita tutti i documenti degli Archivi Federali Svizzeri è…
A crederci con passione sono innanzitutto gli svizzeri. Nella bella stagione arrivano con i pullman da Locarno fino alla suggestiva Diga del Panperduto, classe 1884, dove il Canale industriale che poi diventa Naviglio Grande comincia a essere navigabile. Lì trovano imbarcazioni per solcare le acque fino a Milano. «Ma fanno di più - aggiunge Alessandro Folli, presidente del Consorzio di Bonifico Est Ticino Villoresi, in pratica l’amministratore della rete dei Navigli -. Una volta l’anno, quando compiono il tragitto Locarno -Venezia, giunti dalla Darsena di Milano affrontano il Naviglio Pavese, non navigabile, con dei gommoni. Per poi raggiungere il Ticino e infine immettersi nel Po». Che siano gli stranieri a dimostrarci il fascino e le potenzialità delle idrovie lombarde è alquanto singolare. Ma in realtà il sogno di poter viaggiare nelle vie d’acqua interne - una volta spina dorsale dell’economia padana e un domani opportunità di sviluppo per un turismo…
E’ uno degli artisti simbolo della street-culture newyorkese degli anni ’80 che, grazie ai suoi disegni tracciati con un'unica linea continua, è entrato nei musei e nelle gallerie fino a conquistare l'immaginario collettivo. I suoi personaggi, come il “neonato raggiante” o il ”cane che danza”, sono noti a tutti anche senza pronunciare il suo nome e le sue linee curve sono nei principali musei di arte contemporanea del mondo. Keith Haring, forse ancora più di Warhol, rappresenta il lato “Pop” dell'arte, la creazione artistica alla portata di tutti - quantomeno nelle sue riproduzioni, perché in realtà sul mercato le sue tele passano oggi per centinaia di migliaia di dollari e arrivano a superare i 5,5 milioni di dollari, record segnato a Londra lo scorso giugno per «The Last Rainforest», una tela di 1,80 x 2,4 metri del 1989. I suoi riferimenti artistici e culturali, infatti, vanno ben oltre quanto la…
Solo sette abitanti, in un piccolo borgo quasi incantato, tra le nuvole, dove si può arrivare solo “volando”. Sopra Luino, s’insinua la Val Dumentina e da lì si giunge con una strada tortuosa in un ambiente selvaggio e per certi versi ancora incontaminato a Curiglia con la sua frazione montana di Monteviasco, proprio al confine con la Svizzera. Un borgo affascinante, fuori dal mondo, a quasi mille metri di altezza, per tanti versi più unico che raro. Per arrivarci si segue appunto l'unica strada che sale da Luino per Dumenza, poi dalla frazione Due Cossani, si percorre a mezza costa il versante boscoso del monte Gradisea, quindi, dopo aver oltrepassato il monumento in ricordo della visita di San Carlo Borromeo, si arriva a Curiglia, dove termina la strada. Oltre non si può andare, le macchine qui si fermano e si entra in un altro mondo, fatto di natura e paesaggi…
Musica e Lombardia, un binomio inscindibile. La nostra è la regione con il maggior numero di imprese attive nel settore musicale, il 20,2 per cento delle 9.921 presenti in Italia: ben una su cinque. Non basta, perché lombardo è anche il primato relativo al numero di addetti: sono seimila, il 24 per cento del dato totale, che supera di poco le 25mila unità. A MILANO IL 9,3 PER CENTO DELLE IMPRESE ATTIVE IN TUTTA ITALIA Se si considera il numero a livello di singola provincia, è Roma a dominare la classifica con 976 imprese attive nel 2016. La Capitale è tallonata però a breve distanza, solo 50 imprese di differenza, da Milano che rappresenta il 9,3 per cento delle imprese di tutta Italia e che quest’anno ha incrementato il suo numero del 2 per cento, a differenza della stessa Roma che nel 2016 ha peggiorato dello 0,7 per cento la…
Sulla caccia ai lupi, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti non fa marcia indietro. L’abbattimento “è previsto in gran parte dei Paesi europei, siamo noi che siamo indietro”, dice in aula alla Camera, difendendo il suo Piano Lupo che prevede le uccisioni controllate. I Cinquestelle lo ribattezzano “ministro cacciatore”. Ma al di là delle polemiche, le parole di Galletti mostrano che la partita sui lupi è ancora aperta. Il Piano Lupo (preparato dal Ministero con l’Ispra e 70 esperti) deve essere votato dalla Conferenza Stato-Regioni il prossimo 23 febbraio. C’è consenso generale su quasi tutte le misure: promozione di sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), rimborsi più rapidi agli allevatori, gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, nucleo anti-bracconaggio dei Carabinieri. Il problema sono gli abbattimenti controllati. Sono previsti in casi estremi, previo un piano regionale approvato dal Ministero e solo fino al 5% della…
Pensierino scritto in treno in un viaggio di ritorno verso casa. Come raccontare, coinvolgere ed emozionare l’opinione pubblica con uno storytelling che ha per oggetto una nuova brand da far conoscere e promuovere? Una domanda che spaventa qualsiasi comunicatore, anche il più esperto. Una nota catena di caffetterie americana è pronta allo sbarco in Italia, ma non la conosce quasi nessuno. Un green field insidioso, pieno di trappole e per giunta nella patria del caffè espresso. Come evitare di finire stritolati tra la tradizione inattaccabile della tazzina e il rischio dell’anonimato? Innanzitutto lo startup è stato rimandato al 2018 e particolare attenzione sarà riservata alla scelta delle location, sulla falsariga della prima, l’unica già decisa, quella in piazza Duomo a Milano. La piazza simbolo della città in ogni senso, anche per i bar, per decenni infatti è stato il terreno esclusivo delle ormai passate alla storia Motta e Alemagna, mentre…
Un po' i milanesi (specialmente i politici) ce l'hanno nel dna. Nel 2010 si aprì una polemica che durò per settimane sull'albero di Natale di Tiffany (con maxi pacco ai piedi) che rimase in piazza Duomo giusto un mese. Stesso show sugli alberi di Renzo Piano, che alla fine del dibattito non si piantarono mai, proprio lì dove da due giorni sono spuntate le palme sponsorizzate da Starbucks. Saranno seguite a breve da filari di banani. Un progetto già stroncato dal centrodestra ma pure da un pezzo della maggioranza, il sindaco ha sospeso il giudizio finchè il nuovo look delle aiuole davanti al Duomo non sarà completato. E qualche volta, va detto, i milanesi si sono ricreduti nel tempo. Chi si ricorda più il traffico in via Dante? Sembra un'altra epoca. É diventata completamente pedonale nel 1994, un'operazione preceduta dalle barricate, e oggi nessuno si sognerebbe di tornare indietro. É…
La Lombardia come l’Irlanda? La similitudine è in effetti fortissima, nutrita dai boschi e prati a distesa con intense sfumature di verde che sia in quell’isola che nella patria di Carlo Porta trovano il primo “cromatico” punto di contatto. Ma poi, alimentata dal mare (chi l’avrebbe mai detto?): un mare che in Irlanda è fisico, reale e che invece in Lombardia esiste idealizzato nella nebbia-scighera la quale - se è osservata da sopra le prime alture prealpine - permette di ammirare il territorio lombardo immerso in uno sconfinato oceano. E quale è l’ulteriore comune denominatore, tra questi due mondi? La lingua ovviamente, o meglio: le lingue. Perché sia in Lombardia che in Irlanda coesistono due idiomi in continua competizione: inglese e gaelico lassù, italiano e lombard qui da noi. E con tali arcane corrispondenze tra questi due lontani ma vicinissimi luoghi del mondo, non poteva di certo mancare un gruppo…
Salice Terme, per il pavese e l’Oltrepò sinonimo di passeggiate nel parco, panchine all’ombra, picnic sull’erba, cure alle Terme. Un’oasi verde non molto lontana da casa, da cui sbirciare le colline circostanti, il Castello di Nazzano, Sant’Alberto di Butrio, e magari fare un salto a Varzi per un assaggio del famoso salame. E poi le Terme, sorgente curativa, o semplicemente soggiorno di riposo e benessere. Le acque termali di Salice Terme e gli effetti terapeutici delle sue acque sulfuree e salsobromoiodiche erano noti già in età preromana, ma i loro benefici erano attribuiti alle forze della natura, cui era consacrato il luogo. I Romani, infatti, compresero rapidamente le possibilità offerte da Salice Terme, con le acque sulfuree disinfettavano le ferite da taglio, bloccando le infezioni ed evitando cancrene e amputazioni, mentre con i bagni in acqua salsobromoiodica cicatrizzavano le ferite e curavano i reumatismi. Durante il periodo medioevale l’Oltrepò pavese…
Mentre era ancora alle medie la madre fu costretta quasi a litigare con i professori che non potevano capacitarsi della sua scelta di perseguire la carriera di cuoco (sembra di sentirli, “con le sue capacità può aspirare a molto meglio!”). Ma Paolo Griffa aveva le idee già molto chiare – e fortunatamente il sostegno della famiglia – e la strada è stata segnata. Vincitore della selezione italiana del S.Pellegrino Young Chef nel 2015, un lungo tirocinio come sous chef presso il Piccolo Lago, bistellato lacustre a Verbania, dopo vagabondaggi a sfondo gastronomico dalla Spagna alla Thailandia, oggi è insediato tra i  monti dell’Alvernia in Francia nella brigata di Serge Vieira. Prossimo obiettivo: vincere il Bocuse d’Or. C’è da scommettere che ce la farà… Intanto, mentre studia come strappare il trofeo, trova il tempo per qualche incursione culinaria con vecchi amici, come è accaduto qualche giorno fa a Besnate (VA), dove…
La partita per le elezioni regionali prossime venture si giocherà come sempre tra destra e sinistra? Non ne sarei così sicuro. Si parte innanzitutto da Roberto Maroni e dalla sua dottrina neodorotea, tanto criticata quanto efficace e quindi riproponibile per naturale convenienza. E’ l’unico elemento certo nella partita. Maroni ci riprova, si ricandida, con molti risultati in saccoccia e con un modello che ripete la falsariga del recente passato ovvero quello del centrodestra del solito collaudato conio berlusconiano-leghista. Tutti insieme appassionatamente da destra al centro passando per la Lega e con il collante del potere sapientemente dosato e distribuito. Nessuna remora ideale, nessun paletto, tanti ultimatum, non per rompere, ma tenere i partner ben incollati alle sedie del tavolo che conta e con qualsiasi mediazione che viene tassativamente definita solo a Palazzo Lombardia. Un vertice politico simile ad un Cda che alla fine calcola fatturati e convenienze e un presidente…
Sfogliando il libro sembra di vederli quei ragazzi, come in un film: scapestrati, rapidi, elettrici, con “folli” idee. Nella poesia, nell'arte, nell'architettura, nella musica. Nella vita. Benvenuti nel «pazzo» mondo del Futurismo italiano e dei suoi protagonisti: Filippo Tommaso Marinetti in testa, poi gli artisti Umberto Boccioni, Carlo Erba, Mario Sironi, Carlo Carrà e il musicista Luigi Russolo, inventore dell'intonarumori. Tra loro il protagonista Antonio Sant'Elia, un giovane geniale architetto dai progetti strabilianti che morirà in guerra a soli 28 anni, sul Carso. Volevano cambiare il mondo, questi ventenni o poco più; il più vecchio era il trentenne Marinetti. Una rivoluzione, la loro, partita anche dall'accademia di Brera - e dintorni - poi gli incontri nei bar, le mostre nelle aree dismesse, i piccoli alloggi un po' casa e un po' studio. Tutto avvenne in pochissimi anni, in una città che stava cambiando vorticosamente. Che si reclamizzava al mondo intero.…
Microsoft ha lasciato la sua sede italiana di Segrate e ha inaugurato la sua nuova 'house' nella centrale zona di Porta Volta di Milano: occupa il primo edificio italiano progettato da Herzog & De Meuron, affiancandosi a quello della Fondazione Feltrinelli. "L'investimento è stato di 10 milioni per il 'contesto' iniziale, più altri 10 all'anno di spese e indotto", spiega Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia, presentando la sede, ospitata in un palazzo nuovo e contraddistinto da vetrate molto luminose usate anche per la copertura, 'aperto' sia per la fruizione degli spazi di lavoro modulabili sia verso l'esterno. Microsoft House punta ad accogliere già quest'anno oltre 200.000 visitatori, 10.000 professionisti, 4.000 studenti e 1.000 dirigenti scolastici "con l'obiettivo di mettere a disposizione tecnologie, competenze, momenti di formazione e occasioni di confronto", spiega l'azienda. "Vogliamo aiutare l'Italia nel suo essenziale sviluppo digitale", aggiunge Purassanta. "Entrare nel cuore di Milano, in…
Il progetto potrebbe essere pronto, secondo i più ottimisti, già a marzo. La fusione tra i tre soggetti del trasporto pubblico della Lombardia - la milanese Atm, la lombarda Ferrovie Nord Milano e la società nazionale dei treni Ferrovie dello Stato - è a buon punto. Ora si tratta sulla governance: che tipo di holding, quanti consiglieri di amministrazione e con quali poteri. Perché una cosa è certa: nessuno vuole cedere le sue competenze e quindi la sua fetta di controllo. L’ipotesi più realistica è che alla fine Fnm diventi una super holding partecipata da Atm (a sua volta controllata al 100% dal Comune di Milano), dalla Regione Lombardia (che attualmente controlla già la holding con quota di maggioranza) e da Fs. Il peso di ciascun azionista andrà però valutato con delle perizie tecniche, lasciando aperta la possibilità di un aumento di capitale da parte di chi “conta meno” in…
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